martedì 10 febbraio 2015

Che cos'è una Supernova? Impariamo di più sui genitori dei buchi neri

rappresentazione artistica di una supernova
E' uno degli eventi più catastrofici che possa mai avvenire nell'Universo. L'esplosione di una supernova. Il termine stesso "nova" venne attribuito per indicare la sua intensa luminosità. Infatti queste stelle lontane esplodendo emanano una luce così intensa da sembrare delle nuove, vividissime stelle.
Ma come mai esplodono?
Cosa succede dopo la loro morte?

Per rispondere alla domanda ci serviremo di una piccola digressione sulle stelle.
Una stella si forma a partire da ammassi di gas particolarmente densi, l'azoto, l'elio, e alcuni elementi più pesanti si uniscono e collassano formando un aggregato densissimo. Inizia così la vita di un astro.
Quando si giunge a valori di pressione molto elevata, nella stella si innescano dei processi termonucleari che ne mantengono stabile la struttura. la pressione è tale che la materia stessa verrebbe spinta su se stessa, gli elettroni sarebbero costretti ad occupare posizioni uguali, in completo disaccordo col Principio di esclusione di Pauli. Gli elettroni stessi, quindi, sono costretti a rimanere a distanza l'uno dall'altro. Inizia una guerra titanica tra forza di gravità che cerca di "accartocciare" la stella, e forze di degenerazione, che impediscono una ulteriore compressione.
L'idrogeno viene convertito in elio, mentre la stella produce energia e diminuisce la propria massa.
Una stella non dura in eterno, ma la sua morte può avvenire in silenzio, senza che nessuno se ne accorga, ma le supernove quando si spengono, lanciano un grido disperato e rabbioso, che scuote l'Universo. Quando i processi termonucleari per continuare, necessitano di produrre ferro, questo segna la fine. Il processo di creazione del ferro è il primo che richiede energia, invece di liberarne, la stella smette di resistere alla gravità, e come un pugile stremato, si accascia.

Le supernove sono stelle di massa di molto superiori a quelle del Sole. Una stella che superi di molto la massa del Sole (un valore detto: "limite di Chandrasekar"), nel momento in cui collassa su se stessa genera una quantità di energia tale che i suoi strati più esterni, composti da carbonio, tungsteno, cobalto, nichel, ferro, oro e altri metalli pesanti vengono sparati nello spazio a velocità di circa 5000 Km al secondo. L'esplosione di una supernova arriva a generare energie pari a quella di 2,5 triliardi di bombe atomiche!

Al posto della stella morta, rimane un nucleo densissimo e caldo, che darà poi origine alla mostruosità finale: un buco nero, di cui parleremo in un altro articolo.

i resti delle supernove sono ancora oggi visibili, e formano le meravigliose nebulose che riusciamo a vedere grazie al mitico e onorato telescopio Hubble, come la nebulosa del Granchio in foto.




mercoledì 3 luglio 2013

Le rockstar dell'universo

Vi siete mai chiesti come mai i grandi personaggi dello spettacolo vengano chiamati stelle? Perchè brillano di luce propria.
In effetti esistono stelle e meteore, quelle che bruciano e si spengono in pochi istanti, senza lasciare traccia del proprio passaggio, proprio come le stelle cadenti, e quelle che invece brillano per miliardi di anni.

Ebbene potremmo paragonare l'Universo ad un immenso palcoscenico, con pianeti e asteroidi che orbitano intorno ai veri protagonisti, le stelle.




quella in foto è RR-104, un corpo celeste che potremmo paragonare a Kurt Kobain o Michael Jackson, uno dei corpi celesti più grandi mai scoperti.
Paradossalmente la sua vita, come quella dei grandi è destinata a durare molto poco, appena qualche decina di milioni di anni. La sua grande massa infatti la costringe a bruciare una quantità enorme di idrogeno per mantenere integra la propria struttura, nel momento in cui questo idrogeno verrà a mancare, essa esploderà, proiettando enormi quantità di metalli e di raggi gamma nello spazio.
Sopraggiunge a questo punto un problema: la cosa ci riguarda da molto vicino, perchè la Terra si trova esattamente nel "raggio d'azione" dei raggi gamma che emetterà esplodendo.

Il grido di morte di RR-104 colpirà la Terra, spazzandone via l'atmosfera, i romani che la scoprirono le diedero il nome di Saggittarius, arciere.
Chissà che non avessero intuito qualcosa!


mercoledì 15 maggio 2013

Scontro tra titani

Un vero scontro tra le entità demoniache dell'Universo, quello a cui hanno assistito gli osservatori della NASA in questi giorni, in realtà lo scontro è avvenuto milioni di anni fa, ma la luce ci ha impiegato tutto questo tempo ad arrivare fino a noi è quindi a rendere possibile l'osservazione del fenomeno.

Le due entità demoniache sono due buchi neri piuttosto grossi, che si sono scontrati, attraendosi gravitazionalmente a vicenda, fino a fondersi in un unico buco nero supermassivo, in grado di ingoiare interi sistemi stellari in pochi attimi.
Questo tipo di scontri sono i fenomeni più potenti e più distruttivi che l'Universo è in grado di mettere in campo.



domenica 12 maggio 2013

Pronta la missione di colonizzazione di Marte

Fonti: Focus
Che la colonizzazione di Marte sia un passaggio obbligato nell'evoluzione umana è un'affermazione incontrovertibile. Già dagli anni '60 ci si è chiesti se per caso fosse possibile colonizzare altri pianeti del Sistema Solare.
Marte è il pianeta su cui è ricaduta la scelta, per diversi motivi:
Una gravità accettabile, un'atmosfera gassosa seppur rarefatta, temperature accettabili e tracce di acqua e composti organici.
Secondo la NASA la missione sarà pronta entro 20 anni, ma sicuramente i tempi saranno più ristretti, perchè anche l'ESA e l'agenzia spaziale russa si sono date da fare in questi 40 anni.
Insomma la corsa verso il Pianeta Rosso è giunta alle fasi conclusive e siamo allo sprint finale.

Quali sono gli obiettivi?
Il viaggio verso Marte richiede allo stato attuale 9 mesi nel momento in cui l'orbita terrestre e quella marziana sono più vicine, il ritorno richiederebbe altrettanto tempo, ma con un tempo di permanenza che porterebbe la durata della missione a 36 mesi.
Ecco quindi l'idea finale del progetto: non ci limiteremo a visitare il suolo marziano per poi partire... Lo colonizzeremo direttamente!
La missione di conseguenza sarà senza ritorno.

Chi vi parteciperà?
Secondo un accordo tra le varie agenzie l'equipaggio sarà internazionale, composto da volontari ultrasessantenni, poichè dovranno essere persone consapevoli di dover passare il resto della propria vita su un altro pianeta, dopo alcuni anni verranno inviati altri volontari, inizierà così la vera e propria colonizzazione.

Come avverrà la colonizzazione?
Verranno costruite delle unità abitative pressurizzate, e delle serre in cui verranno coltivate alghe e verdure, almeno nella prima fase, per quanto riguarda l'acqua essa verrà immagazzinata nelle navicelle in quantità adatta per gli astronauti. Questo per quanto riguarda la prima fase, successivamente si studieranno metodi per rendere migliore la vita sul pianeta, d'altronde le Americhe non furono colonizzate in un solo giorno, e la giungla imperava ovunque.

Quali sono i rischi?
I rischi sono prevalentemente umani, bisognerà vedere come reagirà la mente degli astronauti.
Le radiazioni sono più elevate sulla Terra, e questo potrebbe accorciare di qualche anno la vita dei primi coloni, inoltre il suolo di Marte è in gran parte inesplorato, quindi oltre che a quelli dei colonizzatori gli interpreti della missione saranno sottoposti a tutti i rischi di un esploratore.

Siamo all'alba di una nuova era, e checchè ne pensino gli oppositori, il progresso scientifico ha portato a questo, nuovi traguardi si pongono davanti a noi, e dobbiamo avere il coraggio di raggiungerli.
I rischi ci sono e sono innegabili, ma d'altronde anche attraversando la strada si rischia di essere investiti, senza farlo però non si raggiungerebbe mai il lato opposto...

venerdì 26 aprile 2013

Strane formazioni nell'Universo: le nebulose a forma di animale

Tutte le nebulose sono particolarmente interessanti, per chi non lo sapesse esse non sono altro che agglomerati di gas provenienti dai devastanti collassi gravitazionali delle supernove, oppure dal rilascio degli strati più esterni di stelle esplose, questi gas e polveri contengono grandi quantità di elementi pesanti come ferro, ossigeno, carbonio, nichel, cobalto e anche zucchero!

Queste polveri vanno poi a formare nuove stelle, pianeti oppure galassie. Da quando il telescopio Hubble ha iniziato la sua onorata carriera molte foto eccezionali sono giunte a noi è la NASA ne pubblica di continuo, tanto che chi sa spulciare i miliardi di dati è in grado di informarsi e saperne tutto ciò che vuole.

L'immensa calma di queste formazioni dello spazio profondo ci narra però di eventi catastrofici ai limiti dell'immaginabile, tanto che molte al loro interno nascondono dei buchi neri, pulsar, e stelle pronte ad esplodere.

Voi lo sapevate che alcune di queste nebulose assumono forma di animale? Eccone alcune.

Nebulosa della formica
Nebulosa testa di cavallo
Nebulosa del granchio, proveniente dalla prima supernova mai osservata

mercoledì 17 aprile 2013

La ricerca scientifica mette fine all'eterno dilemma: le dimensioni contano eccome!

Sebbene solitamente questo blog tratti di argomenti legati principalmente all'Universo oggi scendiamo sulla Terra e trattiamo un argomento legato alla sessualità.

Le dimensioni del membro maschile sono sempre state un argomento di discussione goliardico, che suscita risate, interesse e a volte anche imbarazzo. Per anni gli uomini si sono sempre chiesti se in qualche modo le dimensioni potessero fare la differenza nel corteggiamento o durante l'atto sessuale.

Una ricerca di un pool di scienziati australiani ha dato risposta alle domande, e la risposta potrebbe far piacere ad alcuni, mentre ad altri no.

Ad un gruppo di 105 giovani ragazze infatti è stato chiesto di giudicare le foto di uomini nudi e di dare un voto da 1 a 7 ai candidati, gli uomini erano girati di schiena, oppure inquadrati frontalmente in modo che si potesse vedere solamente il ventre e l'inguine, con il pene a riposo.
veniva insomma nascosto il viso dato che avrebbe potuto sfalsare i giudizi, dato che naturalmente ogni donna ha un proprio ideale di bellezza.
Il risultato è chiarissimo: le dimensioni contano eccome! Infatti i risultati migliori sono stati conseguiti da coloro i quali avevano spalle larghe e fianchi stretti, ma il massimo dei risultati solo dai candidati che esibivano dimensioni discrete.
Ricapitolando le donne sono più disposte ad avere un rapporto con uomini dalle spalle larghe e dall'addome piatto (non necessariamente con gli addominali quindi), e non disdegnano la lunghezza del membro. Un ulteriore esperimento ha però dimostrato che tale assunto non è valido una volta superati i 7,5 cm di lunghezza a riposo, e che le dimensioni "soprannaturali" sortivano un effetto contrario.

Ma perchè?
La risposta è da ricercare agli albori della civiltà, quando i nostri antenati vivevano di caccia e raccolta. Un uomo muscoloso e dai fianchi stretti era un buon corridore e di conseguenza abile nella caccia, mentre il pene più lungo aumentava le possibilità di depositare i propri spermatozoi in profondità in confronto ad un concorrente.

Il cervello femminile inconsciamente (come quello maschile) ragiona ancora come quello delle antenate di millenni fa, e tende quindi nella maggior parte dei casi a cercare uomini con queste caratteristiche.

sabato 13 aprile 2013

In arrivo una tempesta solare: tutti pronti.

Le tempeste solari sono dette anche tempeste geomagnetiche, si tratta di fenomeni caratteristici di tutte le stelle, che nel Sole avvengono continuamente, con picchi ogni circa undici anni terrestri.

La nostra stella in seguito alla sua attività di fusione termonucleare dell'idrogeno, libera nello spazio della materia, nei periodi di intensa attività gli strati esterni quindi vengono espulsi sotto forma di particelle cariche (protoni ed elettroni), ed altri elementi pesanti come ferro, nichel ed ossigeno in piccole quantità.

Nei giorni successivi le particelle viaggiano nello spazio fino a "colpire" l'atmosfera terrestre, provocando una sostituzione di elettroni agli atomi che compongono la ionosfera. Tali fenomeni subatomici provocano la ionizzazione degli atomi ed il conseguente irraggiamento, il cui frutto sono le splendide aurore boreali visibili nei paesi nordici.

L'11 aprile gli scienziati hanno segnalato un picco nelle attività del Sole, con una quantità di materia consistente diretta verso la Terra nei prossimi giorni, come si evince da questo articolo.

I brillamenti solari sono certo un fenomeno da tenere in considerazione, in quanto possono arrecare disturbi alle apparecchiature elettromagnetiche e a persone che nel momento dell'irraggiamento si trovassero al di fuori dell'atmosfera e nei suoi limiti più estremi, in cui la protezione è minore.
Naturalmente non è questo il caso, ma un brillamento potente potrebbe uccidere i nostri astronauti nel caso fossero fuori dalla stazione spaziale in una delle ormai famose "passeggiate spaziali".