giovedì 21 marzo 2013

Guerra del futuro: la NATO scrive le nuove leggi della cyberguerra

Che la guerra sia un brutto affare tutti lo sappiamo, la NATO fin dal suo esordio ha sempre operato per il bene del mondo (Stati Uniti?). Le leggi redatte dalla NATO sono sempre quindi state tese a migliorare l'ordine mondiale e tutti gli stati del blocco occidentale hanno accettato di sottoporvisi (dai non prendiamo i in giro, la guerra fredda non è mai finita, il nemico si chiama solo Cina e non più URSS).

in seguito ad una serie di attacchi informatici su larga scala, non ultimi quelli che avevano minato la sicurezza di Apple, oppure gli attacchi degli Stati Uniti ai sistemi informatici delle centrali nucleari iraniane, e all'attacco "epocale" subìto dalla Corea del Sud alle sue banche e televisioni (sarà stata la Cina?), la NATO ha deciso di stilare delle leggi in materia di quella che viene definita cyberguerra:

Il manuale prescrive che gli attacchi informatici debbano anzitutto evitare obiettivi civili sensibili comeospedalidigheargini centrali nucleari. E invita tutti i governi ad adottare contromisure adeguateper proteggersi da eventuali attacchi di paesi ostili. Misure che, in ogni caso, non devono comportare l'uso della forza armata, a meno che il cyber-attacco non abbia provocato la morte di civili o danni significativi alle cose. Gli autori delle regole temono che, in futuro, gli attacchi informatici possano scatenare vere e proprie guerre su larga scala, e hanno stabilito che i cybercriminali siano consideratiobiettivi militari legittimi

Insomma, parafrasando ed adattando una citazione di Einstein: "la terza guerra mondiale sarà combattuta con i computer e le bombe atomiche, la quarta con pietre e bastoni".

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